La zucca saltata nel wok con i peperoni è buonissima.
Suppongo sia stupenda con riso e mandorle.
Non ricordo molte persone. Le ho incontrate, forse si, ma chi sono ora? E chi sono io?
Non sono più quella della prima parte della mia vita né quella della seconda, forse quella della terza?
18 anni ancora?
Vorresti avere una mappa, una scheda con tutti i posti che hai visto, le persone che hai incontrato, le cose che hai fatto, i libri che hai studiato.
Vorresti mettere tutto insieme, stilare delle percentuali, vedere picchi e curve e zone piatte.
Invece non ti è dato niente di tutto questo, solo delle parti, dei frammenti, caduti vicini, per caso.
Le parole
quando ti abitui
a non sentirle
nel cuore
dalla voce
di chi amavi
pronunciate da altri
son come suoni
di sirene impazzite
e non ci credi più
ti svegli
e ti ritrovi scettico
diffidente
e non sai quando
è successo
che ti sei addormentato
né chi era il principe
se c'è mai stato
e tu sei
fieno per
cavalli
impazziti
oca per papaveri
sfioriti
zucchero
per cocomeri
andati.
così ho pensato che i soldi che non spendo per il gatto posso impiegarli altrove.
stasera una donna davanti alla coop mi ha chiesto se le compravo un pollo ed io le ho comprato un pollo e del pane.
poi ho pensato: e la verdura?
cappero, avrei potuto prenderle anche quella, brutta egoista.
Bene, io compro le tedesche. Le uso per stirare...di rado, un paio di volte al mese, al massimo, il minimo, lo stretto indispensabile.
Le uso, poi scompaiono...e questa cosa non la capisco.
Ultimamente la mia casa è abbastanza frequentata da amiche e amici. Non voglio pensare che mi freghino le tedesche. Farebbe ridere davvero. O forse lo fanno perché sanno che non amo stirare. Che cari.
Il problema rimane: dove finiscono le tedesche?
Sob!
consumato dal passaggio dell'acqua.
"Quando il vento a poppa
sarà calato
che pesci pigliare?
cuor mio rivoltato."
Versi rubati.
Gli spazi in cui vivo, hanno di nuovo un ordine e un colore.
Peccato fuori il cielo sia così denso di nebbia.
e gettare via tutto da un gran sollievo.
Non li sopporto ed era da tanto tempo che non ne facevo uno.
Entravo in quel bar, un po' scuro, anni settanta, ma mezzo vuoto e mi dicevano di andare al piano superiore. Io non capivo nemmeno perché. Salivo le scale e giravo a destra dove c'era un terrazzo lungo e stretto. Li trovavo lui avvinghiato a quella tipa di colore...e lei rideva e rideva.
Lei la conoscevo, era anche simpatica. Credo fosse una mia compagna di scuola delle superiori.
Siamo state in gita insieme. Ricordo che lei fece il bagno nella vasca e poi disse:
"Ho lasciato li l'acqua. Se volete potete lavarvi con quella." Ricordo che restammo tutte un po' senza parole.
Eravamo in 4 a dividere la stanza...lavarsi nella sua acqua, e tutte, sarebbe stato abbastanza assurdo.
Ora vorrei sapere come il cervello associa le cose perché in tanti casi questo è davvero incomprensibile.
Vorrei saperlo per smontarlo, il cervello, come un gioco della kinder, un marchingegno rotto.
Dunque, l'incubo non finiva li. Intorno c'erano altre ragazze, tutte molto giovani, intorno ai vent'anni, penso. Alcune erano bionde. Tutte sedute a terra in fila e tutte che ridevano e ridevano. Che ci facevo li?
E' chiaro come fossi e mi sentissi esclusa. Ascoltavo. Perché non me ne sono andata? Nella realtà uno che si trova in una situazione simile si alza e se ne va. Non è complicato. Nell'incubo no. Restavo li e mi sedevo di fianco a loro che ridevano. Ed era chiaro il disagio e la sua indifferenza. Era un po' come essere in una festa senza essere stati invitati.
Vai via...Via. Mi dicevo. Ma restavo li, così mi sono alzata presto, molto presto, per non sognare più.
scritta in fretta
senza voltarsi
a rimirare
i voli
le emozioni
gli ultrasuoni
trasmessi
da te concessilegami
senza legarmi
non è possibile
farlo
solo con la voce
stringimi
senza soffocarmi
non è possibile
farlo
solo con le mani
chiudi la porta
gira la chiave
scrivi un ricamo
di giare
vuote
silenzi tremendi
di metafore
in aria
nel gelo
cadute.
Passano strani pensieri nella testa dei bambini. Oggi quello che aiuto a fare i compiti insisteva con la domanda: "Quando ti sposi?"
La mia risposta è stata: "Senti, non parliamo dei fatti miei. Che ti importa della mia vita privata? Ma poi scusami, come faccio a sposarmi se non ho nemmeno un fidanzato?"
E lui: "Ma tu devi crederci, se no non lo troverai mai. E poi così sarai sempre triste." Ma io non sono triste da un po'.
Rido e sorrido spesso. Però a scuola gli hanno spiegato che la famiglia è la cosa più importante e che bisogna sposarsi e fare figli e non separarsi.
Credo che in certi frangenti il cervello non sappia più pensare.
Poi il bambino ha inveito:
"Io la so la risposta alla mia domanda. Vedrai che presto incontrerai un ragazzo giovane e carino."
"E se a me piacessero quelli brutti? Dici sempre che sono brutta...forse dovrei trovare uno brutto, no?"
Ride, ridiamo molto io e lui, ma certe volte lo manderei proprio a quel paese. :-)
Compito per domani: scrivi una poesia sul tema:
"Quando ti sposi."
"Ma devo scriverla davvero?"
"Si, così trovi la soluzione e me la passi."
Ride di nuovo, poi fugge con i suoi 8 anni in tasca.
Sono stufa di tossire e di quelli che ti chiedono: "Esci con me?"
Tu rispondi di no perché stai male da Giovedì scorso e loro dicono: "E' la seconda volta che mi dici di no e quindi lasciamo stare perché così non mi piace, sono stanco di questi giochi" Ma quali giochi?
Per forza, la prima volta che me l'hai chiesto è stata Giovedì scorso che stavo già male...Se uno sta male sta male e adesso basta, sono stanca io di avere a che fare con gente che pretende soltanto e non comprende.
Se vuoi avere a che fare con me devi anche capire che non esisti solo tu con le tue esigenze. Il mondo non ruota tutto intorno a te, anche se sei Mr. Pinco Pallino.
Altrimenti io non esco, ché tutto sommato è meglio. Posso fare a meno di chi non si mette mai nei panni degli altri.
Così non dovrò rendere conto a nessuno dei miei malori, dello stress di essere precaria, dello stress che vivo per riempirmi la vita di cose da fare, nonostante tutto, dell'ansia di mia madre, dell'influenza, delle mestruazioni, delle bugie che ho sentito in una vita, delle tasse salate (ma questo governo non doveva calarle? Io che non sto lavorando ne pago più di prima).
Sfogo della stagione causato dall'influenza A1 che è comunque meno pericolosa dell'influenza normale, basta lasciarla passare...
http://www.youtube.com/watch?v=9bkokczshqY&feature=related
Parlami di come puoi volare, e di come non senti più il male
Parlami dell’uomo che hai sognato, di quel giorno poi che l’hai sposato
Parlami di favole malate, e del tale che le ha raccontate
Delle mani che ti sei lavata, della faccia tua che si è gelata tatata….
Parlami di come hai controllato le emozioni e le paure strane (Parlami per sempre)
Parlami dei sensi della colpa e di come si son sciolti al sole (Parlami per sempre)
Parlami dell’odio e dell’amore, e dei segni che ti hanno lasciato (Parlami per sempre)
Parlami di come la fortuna si è sempre tenuta ben lontana (Parlami per sempre)
Parlami per sempre
Qui qui solo la fortuna viene dalla luna, tutto il resto è più che naturale
Qui qui solo quel normale viene dalla luna tutto il resto è più che naturale
Qui qui solo la fortuna viene dalla luna, tutto il resto è più che naturale
Qui qui solo quel normale viene dalla luna tutto il resto è più che naturale
Parlami di agi e di denari, di chi fa le regole ne gode
È tempo di fare cambiamenti, di smettere di fare quei commenti
Parlami dell’oro che hai trovato, nell’angolo lasciato logorato (Parlami per sempre)
Parlami di tutte le paure, di quella che ha tua madre di morire (Parlami per sempre)
Qui qui solo la fortuna viene dalla luna, tutto il resto è più che naturale
Qui qui solo quel normale viene dalla luna tutto il resto è più che naturale
Qui qui solo la fortuna viene dalla luna, tutto il resto è più che naturale
Qui qui solo quel normale viene dalla luna tutto il resto è più che naturale
Parlami per sempre, parlami per sempre
parlami per sempre, parlami per sempre
L'altro giorno nel bagno di una scuola elementare, una bambina dice all'altra:
"Io da grande farò il dentista perché voglio comprarmi la porsche."
Quello che vuol dire avere le idee chiare.
Le chiedo: "Ma per te è molto importante comprarti la porsche?"
Risposta: "Importantissimo."
Che dire?
Noiosissima influenza febbrosa.
se abiti in un altro paese.
Appoggio
la mano
c'è un certo
contagio
ho fermato
nel tempo
quel che resta
scoperto
tentenno
sul senso
di fuggire
lontano
arresto
la mano
conduco
un percorso
assennato
senza
scopo
né verso
mirato
rivoltato
confuso
traslato
col senno
del poi
possiamo
emigrare
portare lontano
le ansie
i pensieri
lasciare
quei
lembi
cuciti
nel vuoto
di ieri
portare
i colori
nascosti
lontano
virati
durante
percorsi
perduti
spostare
la mano
sul grembo
trovarli
riuniti
contriti
addensati
spostati
di un giro
nei piccoli
viaggi
a lungo
sognati.
Direi che non è male...ma non va bene farlo di sera.
E' bello vedere sul comodino, la copertina del libro che E. sta leggendo, proprio di fianco al cuscino, quello vicino alla finestra. L'ha lasciato lì ed io non lo sposto. E' bello pensare che ora lei c'è. Non so tra qualche mese.
Temo gli addii. Sarà che negli ultimi tempi ne ho vissuti troppi. E si, ditemi che la vita è questo, che è anche questo...niente di nuovo sotto queste nuvole.
Ci sono dei segni, ed ora che ricordo, è iniziato tutto meno di un anno fa, quando è scomparsa Nina...
dopo più di due anni e mezzo. :-)
Una serata intera di racconti...alcuni incredibili.
Scrivere, scrivere, scrivere....adesso non desidero altro.
Stasera ho impastato il pane. Non lo facevo da 5 o 6 mesi.
Non avevo più né pane né crackers, niente, e c'era quel lievito che mi guardava dal frigo da un paio di settimane.
Così l'ho fatto, ma a mano, ed è stato bello...avrei continuato a impastare, in tanti modi, con la mani umide, con la punta delle dita, con tutte le dita, con l'impronta del muso, con i piedi (lavati), con tutto il corpo.
Ma mi sono limitata alle mani, anche perché avevo solo mezzo kilo di farina.
Ora è li che lievita.
Fuori il cielo è rossoarancioblu...
mi sto abituando a non dover rapportarmi a nessuno, ed è un guaio, se ti ci abitui, quando vedi qualcuno, o esci, dopo qualche ora avverti un curioso fastidio...e non te lo spieghi...sto diventando asociale anche se capisco che non è la mia condizione ideale.
I gatti impastano quando sono stati abbandonati troppo presto dalla madre.
Gad Lerner in riferimento alle battute degradanti sulle donne:
"Noi dell'infedele non siamo spiritosi. Per voi l'olio di ricino va accolto con un sorriso."
E aggiungo: per molti, purtroppo, basta non fare battute analoghe rivolte a loro.
Suona il telefono, quello che ormai suona solo quando mi chiama mia madre, perché a parte lui che non chiama più, il numero ce l'ha solo lei.
"Ciao, sono Elena!" Elena, di ritorno dall'Australia dopo più di due anni e mezzo!!!
"Cara, e come stai?" E non è una domanda inutile.
"Sto bene, bene" e lo dice sorridendo con la sua voce serena.
Non vedo l'ora di rivederla.
Questo è il periodo delle sorprese...(e dei viaggiatori che tornano).
Speriamo ne arrivino altre, magari di altro tipo...